Sharitaly seconda edizione: il comunicato stampa

Sharitaly seconda edizione: il comunicato stampa

Al via la seconda edizione di Sharitaly che si terrà a Roma il 1 dicembre 2014, presso le aule di Montecitorio. L’evento, promosso da Collaboriamo.org, piattaforma di servizio e informazione sulla sharing economy, e Università Cattolica del Sacro Cuore – Centro per lo studio della moda e della produzione culturale ed ExpoLab, ha l’obiettivo di fare il punto sulla crescita dell’economia collaborativa, riflettere sui suoi ambiti di applicazione e interrogare la politica sulla diffusione di queste pratiche. Due le sessioni di lavoro: la prima, alla mattina a partire dalle 10.00 si susseguiranno tre tavoli tematici dedicati al rapporto tra sharing economy cittadini, amministrazioni e aziende; il pomeriggio, organizzato dall’On. Antonio Palmieri dell’Intergruppo Innovazione, tre panel di discussione affronteranno lo scenario italiano, le sfide e le opportunità lanciate alla politica dalla sharing economy.

A un anno dall’edizione precedente l’economia della collaborazione è cresciuta: secondo una ricerca realizzata da Collaboriamo.org con il supporto di PHD Media, in Italia operano 138 piattaforme che abilitano i cittadini a scambiare e condividere beni, di cui il 30% nel crowdfunding, il 20% nei beni di consumo, il 12% nei trasporti, il 10% nel turismo e 9% nel lavoro. “Le piattaforme italiane stanno aumentando in ogni ambito anche per numero di utenti”, afferma Marta Mainieri fondatrice di Collaboriamo.org, piattaforma di informazione e servizi sulla sharing economy, “in Italia ci sono già piattaforme collaborative molto originali e interessanti ma in generale vanno supportate con una progettualità strategica sia in termini di comunicazione che economica e normativa”. Al di là dei numeri quello che la sharing economy promuove è un nuovo modello di servizio che, mettendo in contatto direttamente le persone, disintermedia le strutture tradizionali, favorendo coesione sociale, offrendo nuove occasioni di lavoro, promuovendo la salvaguardia dell’ambiente, con una ricaduta diretta sugli individui ma anche sulle comunità. “La sharing economy può facilitare forme di risocializzazione dell’economia, basate sulla collaborazione e condivisione di beni, servizi e risorse tra pari”, afferma Ivana Pais, docente di sociologia economica all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, “l’azione connettiva genera progettualità economiche e nuove forme di socievolezza”. Sempre più amministrazioni e aziende, infatti, stanno pensando a come integrare i cittadini e i clienti all’interno dei propri processi. Milano in questo ha aperto la strada, lanciando una consultazione pubblica con l’obiettivo di preparare una delibera che favorisca e regoli le dinamiche della sharing economy durante Expo 2015.

Le sfide da affrontare però sono molte: come l’innovazione tecnologica può supportare lo sviluppo sociale e la coesione sociale? Come favorire una crescita che riesca a includere anche le categorie tradizionali? Come regolare questi servizi senza soffocarli? È doveroso per chi siede in Parlamento”, afferma l’On. Antonio Palmieri cercare di capire i cambiamenti in atto, scatenati dal web in tutte le sue declinazioni. L’economia condivisa è uno di questi: va compreso e normato dove serve, con lungimiranza. Di questo rifletteremo il primo dicembre.“.

Durante le due sessioni di lavoro interverranno servizi collaborativi, amministrazioni locali, aziende, politici, professori universitari ed esperti di settore; non mancherà poi una contestualizzazione internazionale in ambito europeo ed americano e la presentazione di due ricerche inedite.

Ecco il discorso di apertura di Sharitaly 2014
Maggiori garanzie e tutele per i freelance della sharing economy