Quali community in azienda? Come le imprese applicano il concetto di community.

Community interne - Come le aziende provano ad applicare il concetto di community?

Quali community in azienda? Come le imprese applicano il concetto di community.

Sempre più spesso ci chiedono di lavorare sulle community aziendali, ovvero comunità interne rivolte ai dipendenti: questo perché siamo davanti a un profondo cambiamento del modo in cui le organizzazioni gestiscono i collaboratori. Il COVID e lo smart working hanno infatti messo in crisi, crediamo definitivamente, il modo tradizionale di reclutare e gestire le persone e questo fa sì che le aziende cerchino, sempre più spesso, nuovi modi di far incontrare e relazionare i propri collaboratori.

Attraverso le community, si spera infatti, di riunire i propri dipendenti intorno a nuove forme di prossimità, dal momento che la territorialità – l’ufficio in questo caso – è entrata in forte crisi.

Ecco dunque (scusate la rapidità con cui gestiamo questo “temone”, ma vogliamo andare dritti al punto), che intervenendo presso diversi clienti ci siamo resi conto che le community in azienda sono tante e diverse. Da tempo, infatti, le aziende hanno iniziato a sperimentare la creazione di community all’interno di diversi dipartimenti e con diversi scopi.

Tipologie di community in azienda

Un tempo, quando si parlava di comunità interne, si faceva riferimento solamente alle comunità di pratica, quelle che riunivano professionisti dello stesso ruolo con lo scopo di aggiornamento e supporto reciproco. Oggi, invece, il panorama è molto più frastagliato e interessante: nella stessa azienda possono coesistere contemporaneamente community differenti che non fanno necessariamente capo alla stessa funzione, e possono, in alcuni casi, essere spontanee e in altri invece sponsorizzate dal responsabile.

Proviamo a fare un primo elenco, che si basa sulla nostra esperienza, di come le aziende provano ad applicare il concetto di community, e poi nella prossima newsletter racconteremo anche le difficoltà che incontrano. E se conoscete altre applicazioni del concetto di community in azienda fateci sapere, così infoltiamo le casistiche e riusciamo a dare a tutti un quadro più completo.

      1. Community di svago
        Nascono soprattutto per soddisfare il bisogno del people engagement, per creare nuove forme di prossimità che sostituiscano quella fisica. Sono quelle che raggruppano tutti i dipendenti che hanno un interesse in comune: la corsa, la bicicletta (lo sport prima di tutto) ma anche il cibo e le passeggiate. A volte sono spontanee, altre volte sono volute dalla funzione HR o dalla comunicazione interna per favorire l’incontro e il senso di appartenenza.
      2. Welfare community.
        Sono quelle che riuniscono persone che in azienda si trovano ad affrontare una condizione comune, di difficoltà (es. disabilità di un figlio), o di possibile discriminazione. Sono promosse generalmente dall’HR o anche da chi si occupa di Diversity & Inclusion, e funzionano molto per favorire il supporto reciproco ma anche per portare all’attenzione dell’azienda – e non solo – alcuni temi legati alla rappresentanza e la partecipazione.
      3. Comunità di pratica.
        Questi, di cui parlavamo prima, che rispondono al bisogno di condividere informazioni, progetti, novità. Sono le community presenti soprattutto nell’IT e anche fra quelle che più facilmente funzionano perché contribuiscono a migliorare il proprio quotidiano lavorativo.
Community aziendale di Diversity & Inclusion
Le comunità di Diversity & Inclusion si sono diffuse rapidamente nell'ambiente aziendale. Foto: Christina @ wocintechchat.com su Unsplash.
Il miglioramento dei processi aziendali è uno degli obiettivi più richiesti dalle comunità di innovazione. Foto di Daria Nepriakhina su Unsplash.
      1. Community di giovani o di onboarding.
        Sono promosse quasi sempre dall’HR e hanno l’obiettivo di favorire l’inserimento di nuovi assunti in azienda. Hanno – o sperano di avere – anche una funzione di favorire l’attrattività dei talenti.
      2. Community d’innovazione.
        Sono quelle che cercano di portare nuove idee e stimoli all’azienda; sono spesso collocate all’interno dell’area Innovazione o dell’IT, ma anche, a volte nell’HR. Sono per lo più pensate per favorire il coinvolgimento  dei colleghi e quelle che funzionano veramente sono costruite non soltanto intorno a un basket delle idee ma intorno a un vero e proprio processo di raccolta, selezione, messa in produzione.
      3. Learning Community.
        Sono le community che hanno l’obiettivo di favorire l’apprendimento continuo. Come si fa? Favorendo il cooperative learning e il peer tutoring. Sono community generalmente promosse dall’HR, collegate, spesso, a un progetto di formazione aziendale che vuole andare oltre al momento che si trascorre in aula.

Le community aziendali funzionano?

Domanda grande che non ha una risposta univoca. Funzionano se ci si crede davvero, se si ha la pazienza di aspettare, se si creano le condizioni giuste per farle decollare. Ma delle difficoltà che incontrano le aziende a promuoverle e portarle avanti parleremo nel prossimo articolo. Per oggi basta così.

Se vuoi approfondire sull’argomento, ti consigliamo di leggere:

Come le community aiutano a ripensare il modo di gestire le persone in azienda
Costruire una community. Come passare dal dire al fare e quali sono i vantaggi per l’azienda.

Se invece vuoi raccontarci la tua community aziendale, scrivici.

Foto di copertina: Adobe Stock