Quando scambiare è anche un modo per stare insieme

Quando scambiare è anche un modo per stare insieme

Continuano le nostre interviste agli “startupper collaborativi”. Oggi incontriamo Rodolfo Duè, 43 anni ancora per poco, consulente di marketing digitale e fondatore di SwapClub.it, piattaforma di scambio e di vendita di vestiti usati ma in buone condizioni.

1. Rodolfo, perché SwapClub?

Perchè è  un club di persone interessate a conoscersi ed entrare in contatto per condividere e scambiare capi del guardaroba. Grazie ai social network in swapclub.it si può diventare amici grazie a degli abiti o degli accessori scambiati e/o ceduti secondo gusti e taglie condivise. Non è un sito di scambio dunque, ma una community dove si può anche condividere, divertendosi, e consumare in un modo po’ più attento e più sostenibile.

2. Quando e perché tutto è cominciato?

E’ nato tutto da un corner all’interno di un negozio di abbigliamento femminile in centro a Bologna. Era l’aprile 2007 e il suo nome era “I love shopping swap club” (“I love shopping” era il nome del negozio). Doveva essere un modo per far conoscere il negozio e per promuovere la moda di qualità, con tessuti e materiali che durano più di una stagione, contro il concetto della moda “usa e getta” delle catene low cost. Nel negozio c’erano abiti e accessori che le clienti potevano prelevare lasciando al loro posto cose di pari valore. Presto questo scambio è stato allargato ad Internet e nel 2009 in settembre è nato Swap Club Italia la cui missione iniziale era organizzare dei veri e propri eventi dove le persone potessero portare i propri abiti e scambiarli in un contesto elegante ma sempre con grande attenzione alla sostenibilità. Successivamente è stata creata la community (maggio 2010) che è pian piano cresciuta nel numero degli iscritti e degli oggetti in scambio.

3. A che punto siete adesso (risultati e obiettivi)

Siamo arrivati vicini ai 6000 iscritti attivi, oltre 1400 oggetti scambiate, più 3300 foto di oggetti pubblicati (foto visibili solo agli iscritti). L’obiettivo è, naturalmente, crescere ma, attualmente, il processo di scambio e vendita, (perchè da noi si può anche vendere) è fuori dal nostro controllo: il software non è evoluto come vorremmo e dunque non riusciamo a monitorare bene quel che avviene. Ci piacerebbe portare il processo di scambio dentro il perimetro del sito rendendo anche più facile lo scambio degli oggetti (per esempio con una app per smartphone). Ma non abbiamo ancora un modello di business che possa giustificare investimenti e purtroppo non abbiamo trovato investitori interessati.

4. Perché utilizzare SwapClub?

Per dare valore al proprio guardaroba di qualità non utilizzato, condividendolo e scambiandone dei capi.

Per socializzare con persone che amano la moda ma che sono interessate a conservare l’ambiente in cui vivono.

Per risparmiare sull’acquisto di capi e accessori, che magari si usano solo in occasioni speciali e sull’acquisto di oggetti che servono solo per completare un outfit particolare.

5. Chi utilizza SwapClub?

Solo donne italiane, al momento il 95% degli utenti registrati sono donne.

6. Il momento più bello?

Quando le swapper ci scrivono per ringraziarci che esistiamo e che trovano utile il servizio.

7. La difficoltà più grande da superare?

Vorremmo riuscire a migliorare di molto il servizio per farlo usare da molte più persone ma non avendo trovato un modello economico con entrate che sostengano le uscite e gli investimenti necessari dobbiamo ancora galleggiare in questo limbo di necessario volontariato. 

8. Sogni per il futuro?

Far usare Swap Club a milioni di persone. Con un guardaroba di milioni di abiti diventerebbe un servizio irrinunciabile per chiunque.

Scopri Swap Club e tutti gli altri servizi per scambiare beni.

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