Il Comune di Messina diventa utente di Timerepublik

Il Comune di Messina diventa utente di Timerepublik

La sharing economy sempre più al servizio delle amministrazioni. E’ di qualche giorno, infatti, la delibera che sancisce ufficialmente la collaborazione tra il municipio della città di Messina e Timerepublik, una banca del tempo digitale, attiva da settembre scorso con già più di 8000 utenti registrati e più di 20.000 talenti offerti.

“Cambiamo dal basso, diceva in campagna elettorale l’attuale sindaco Renato Accorinti”, racconta Gaetano Biondo, messinese e country manager per l’Italia di Timerepublik, “ora gli abbiamo dato uno strumento in più per farlo”. Il comune, infatti, diventerà utente della piattaforma e, in questo modo, potrà attribuire a chi svolgerà un servizio in forma volontaria per la città una reale capacità di spesa, commisurata agli sforzi compiuti. Così per esempio se una persona decide di dedicare tre ore per sistemare un’aiuola comunale, o per pulire la spiaggia, il comune potrà ripagarla con corsie preferenziali – in termini di tempo e non clientelari naturalmente – per risolvere questioni burocratiche, o permettendo l’utilizzo di spazi comunali solitamente a pagamento. “Il piano dovrà essere operativo entro l’estate e prevede il coinvolgimento di alcuni “ambassador”, come una banca del tempo di Messina e alcuni start upper, che ci aiuteranno a diffondere il servizio, e una grande festa che aiuterà a spiegare il valore della condivisione; solo allora il comune entrerà a far parte della piattaforma”. Un progetto pilota fornito gratuitamente da Timerepublik, che se funzionerà si spera di esportare in altri contesti. “Abbiamo già preso contatto con diverse amministrazioni, tra cui quella di Napoli e di Bologna”, afferma Karim Vanni CEO di Timerepublik, “i vantaggi sono tanti per tutti: noi aumentiamo l’utenza della nostra piattaforma; i cittadini hanno l’opportunità di migliorare la propria città, di usufruire dei servizi del comune risparmiando, e di farsi conoscere per poi, magari, trovare nuove opportunità di lavoro; i comuni risparmiano ma soprattutto alimentano il senso civico e migliorano la coesione sociale”.

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