Collaboriamo con Uber: risparmi 20 euro sulle prime due corse e sostieni Uber e l’innovazione

Collaboriamo con Uber: risparmi 20 euro sulle prime due corse e sostieni Uber e l’innovazione

Collaboriamo ha deciso di sostenere Uber nella sua battaglia a favore dell’innovazione. E lo fa lanciando una promozione che invita tutti i nostri lettori a utilizzare il servizio. 20 euro gratis sulle prime due corse a Milano o a Roma per chi inserisce la parola “Collaboriamo” nella voce “promocode” che compare al momento del pagamento. 

Uber, è un applicazione che permette di prenotare un’auto con conducente anche per percorsi brevi. Un servizio americano che è cresciuto molto rapidamente negli ultimi due anni e che è stato accolto molto positivamente anche in Italia. Tanto da essere il Paese europeo con il tasso di crescita maggiore. Fin dal primo momento, tuttavia, si è trovato a dover fronteggiare le proteste dei tassisti che, a volte anche in maniera violenta, hanno manifestato contro il servizio accusandolo di essere fuorilegge. Uber, secondo loro, non rispetterebbe la legge 21/1992 sia con la legge regionale 11/2009, in particolare per quel che riguarda l’obbligo di stazionamento dei veicoli utilizzati all’interno delle autorimesse (e dunque il divieto di stazionamento su suolo pubblico) e la determinazione del costo della corsa, che non viene concordata preventivamente con l’utente. Uber naturalmente ribatte affermando che la normativa del ’92 è stata cambiata nel 2008 e poi sospesa per 11 volte perché in contrasto con le direttive europee. Inoltre la loro corsa prevede un costo a Milano di 5 euro per la chiamata (7 a Roma), 10 euro di corsa minima (12 a Roma) e per il resto si affida a un algoritmo che, a partire dalle rilevazioni gps, fa una valutazione basata sullo spazio e il tempo trascorsi. 

L’appello alla legge in realtà e poco più che un pretesto. Quello che questa vicenda, come quella di Airbnb, RelayRides e lo stesso Uber, dimostra è che i servizi collaborativi iniziano a dare fastidio. Il loro successo viene visto dalle lobby e dalle istituzioni come un pericolo piuttosto che un’opportunità. Queste invece di pensare a regolarizzare le questioni normative, fiscali, assicurativi che questi servizi si portano dietro (che potrebbero tra l’altro creare nuove opportunità di guadagno per le stesse istituzioni e lobby), preferiscono intimidire, fermare, complicare.

Ieri, a Leweb, Martin Varsavsky di Fon ha detto che per combattere chi si oppone alla sharing economy si possono mettere in campo due strategie: 1) convincere i propri “nemici” che avranno dei benefici dai loro servizi; 2) organizzare le persone per fare in modo che siano loro a far leva sulle istituzioni per promuovere il servizio. E’ quello che sta provando a fare Uber con l’appello lanciato nel suo blog e che noi vogliamo amplificare con la nostra promozione. Provate Uber e se vi piace sostienetelo mandando un tweet a @giulianopisapia, spiegando  perché vi piace attraverso l’hastag UberMilanoLove, oppure firmate una petizione che invita il Sindaco a sostenere il servizio e a fermare le intimidazioni. 

Perchè la sharing economy cresce?
New York multa un host di Airbnb, ma la sharing economy è qui per restare