Le piattaforme di Sharing Economy per il non profit: work in progress…

Le piattaforme di Sharing Economy per il non profit: work in progress…

 

Come emerso da una recente ricerca di Collaboriamo.org, nel nostro paese soltanto l’11% dei servizi collaborativi sono registrati come enti non profit. Anche sul fronte di possibili partnership, la relazione tra mondo non profit ed economia collaborativa è ancora lontana da essere significativamente esplorata, e non soltanto in Italia. Nondimeno, le evidenti affinità di valore e il grande potenziale di utilità reciproca suggeriscono come un maggiore scambio tra i due mondi sarebbe, senz’altro, auspicabile (leggi anche: La sharing economy che rinnova il sociale).
In questo post raccoglieremo le esperienze di sharing economy che stanno riguardando il non profit italiano, cercando di distinguerle in base alle diverse modalità sperimentali della relazione, confidando in un prossimo e fecondo arricchimento del nostro inventario.

1) Start up collaborative nate con vocazione prettamente sociale/ambientale (votate a rientrare nella categoria di Imprese Sociali), ossia che ricercano esplicitamente un forte impatto sociale, o che hanno scelto la veste giuridica di organizzazioni non profit tradizionali:

  • Intertwine (start up sociale)
    Mission: “La piattaforma di editing collaborativo che permette agli utenti la creazione e la pubblicazione di opere multimediali condivise”.
  • School Raising (associazione)
    Mission: “Raccogliere tutti quei progetti scolastici che, a causa dei continui tagli ai fondi degli istituti, non possono essere realizzati, e organizzare, insieme alle scuole, una campagna di crowdfunding in grado di portare il progetto a raggiungere il budget necessario per poter essere realizzato”.
  • Ifoodshare (associazione)
    Mission: Condividere prodotti alimentari in eccedenza, minimizzando gli sprechi. Possono aderire cittadini, grande e piccola distribuzione, panificatori e aziende agricole.
  • Scambiacibo (promosso dalla cooperativa Resilia)
    Mission: Ridurre al minimo lo spreco alimentare domestico, rafforzando le relazioni con i vicini e conoscenti .
  • Homelink Italia (associazione)
    Mission: “Creare possibilità di vacanze a basso costo e scambi culturali al fine di migliorare la comprensione reciproca tra le persone nel mondo”.
  • Green Books Club (associazione)
    Mission: “Stimolare il riutilizzo del libro di testo attraverso la semplificazione della compravendita diretta tra le famiglie di studenti”.
  • Petsharing (associazione)
    Mission: “Garantire al tuo animale domestico la migliore sistemazione possibile, quando non potrai essere con lui per motivi di lavoro, appuntamenti dove lui non è “ammesso”, durante le tue vacanze, per impegni imprevisti, etc.”.
  • Fund For Culture (associazione)
    Mission: “Attraverso la community intendiamo favorire l’incontro tra chi vuole fare cultura in Italia e chi vuole sostenerla a partire da piccole donazioni”.

 

2) Piattaforme collaborative che offrono o intendono offrire servizi dedicati agli enti non profit:

  • Piattaforme di crowdfunding per il fund raising online: Rete del Dono, Il Mio Dono, ShinyNote, Eppela, BuonaCausaDonaction, Etwoo, IoDono, DeRevAstaTosta.
  • Melpyou – l’altruismo prende forma.
    Servizio offerto: la piattaforma consente alle ONP di mettersi in contatto con le persone della community che si offrono come volontari, con la possibilità di gestirli in base alle proprie esigenze. I volontari, a loro volta, possono scegliere “come, dove e quando” dedicare un po’ del loro tempo libero alle attività delle ONP.
  • Timerepublik – la banca del tempo digitale.
    Servizio offerto: la registrazione è aperta anche alle non profit, che possono chiedere ai membri della community di donare il loro tempo per sostenere la mission dell’organizzazione.
  • Cose (in)utili – “Il sito di baratto online asincrono per lo scambio, il riuso e il riutilizzo di oggetti usati, nonché banca del tempo”.
    Servizio offerto: il sito offre la possibilità anche ad organizzazioni non profit di iscriversi e ricevere “crediti” in donazione , dopo averne valutato i requisiti.

 

3) Piattaforme collaborative  che stanno sperimentando vere e proprie partnership con organizzazioni non profit:

  • Tabbid – Il social network dei lavoretti.
    Organizzazione non profit partner: Il Germoglio, Cooperativa Sociale di San Giuliano Milanese attiva dal 1999 nel reinserimento lavorativo dei condannati ammessi alle misure alternative alla detenzione, attraverso la produzione di fiori artificiali. “Il Germoglio diventerà un utente registrato in Tabbid.com, pertanto chi vorrà aiutare questa cooperativa potrà commissionare dei fiori artificiali”.
  • Gnammo – Piattaforma di Social Eating.
    Organizzazione non profit partner: Emergency, per la campagna “#100 cene per Emergency”, 2° edizione. “Per tutto il mese di marzo vi basterà creare un evento su Gnammo come siete abituati a fare, e potrete donare parte dell’incasso ad Emergency, a sostegno delle sue attività ed in particolare del Programma Italia, che ha già offerto oltre 150 mila visite gratuite a migranti e persone in difficoltà”. I cuochi di Gnammo possono inoltre decidere di invitare come gnammer un volontario dell’ONG, che racconti a tavola le attività di Emergency.
Il tweetbook della Sharing School
Milano Sharing City
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