Buon Compleanno Collaboriamo

Buon Compleanno Collaboriamo

Un anno fa presentavo Collaboriamo, come lavorare e vivere bene in tempo di crisi (Hoepli), il mio libro sulla sharing economy. Mamma è già passato un anno! Eppure già da settembre -ottobre ho iniziato a parlare del libro citandolo come qualcosa che era stato pubblicato un anno prima, forse per le tante cose che nel frattempo sono accadute.

Poco prima di pubblicare il libro con Simone Marini, fondatore di Sailsquare che avevo conosciuto un mese prima, avevo deciso di promuovere un incontro tra startupper del mondo dell’economia collaborativa. Ci sembrava importante iniziare a contarci, capire che tipo di consapevolezza c’era sull’argomento, e soprattutto valutare le possibilità di fare rete e mettere in comune competenze, conoscenze, opportunità. Siamo andati per conoscenze, per passaparola e ci siamo ritrovati in una quindicina intorno a un tavolo al TAG di Milano. Ci si guardava un po’ con l’aria di chi pensava “che ci faccio io qui?” e un po’ con quella “che figata allora non sono solo!”.  Il risultato è stato una botta di energia. Da quel giorno ho capito di non ero più l’unica a interessarsi di sharing economy in Italia, che qualcosa stesse crescendo e che eravamo sulla strada giusta. 

Da allora le cose sono andate molto in fretta e anche molto bene. Complice la copertina di Forbes di Febbraio e dell’Economist di marzo che ha smosso l’interesse per il tema anche da noi. Da quel momento io e molti altre starupper siamo stati travolti dai giornali che ci hanno rincorso per mesi promuovendo i servizi e la sharing economy in generale. Così come sono proliferati convegni, eventi, raduni e così via. Il team di Collaboriamo ha raccolto nuovi adepti e il sito da semplice raccoglitore di servizi e blog è presto diventato un punto di riferimento (almeno per noi) per voler fare qualcosa di più importante. Abbiamo organizzato altri incontri con gli startupper che intanto crescevano  per numero e consapevolezza. Mesi belli e faticosi ma che ci hanno fatto capire che era arrivato il momento di alzare il tiro, di portare il tema verso un pubblico più ampio con un convegno interamente dedicato alla sharing economy. Ecco dunque Sharitaly, momento cruciale per noi di Collaboriamo. Sia perché è stato il momento in cui abbiamo fatto il punto su cosa significasse l’economia collaborativa in Italia, sia perché abbiamo misurato l’interesse al tema che è stato davvero sorprendente (tra i partecipanti: 7 grandi aziende; 30 start up; cinque comuni; 10 organizzazioni no profit. Hanno parlato di Sharitaly più di cento testate 2282 tweet durante l’evento di 456 utenti); sia perché, infine, è stato un altro momento di lancio e di attenzione per l’argomento. Abbiamo la presunzione di credere che con Sharitaly – insieme ai partner che ci hanno aiutato a realizzarlo – abbiamo contribuito in maniera significativa non solo alla diffusione del fenomeno ma anche alla sua legittimazione. 

Sharitaly è stato importante anche per il nostro interno. Se fino a quel momento eravamo un gruppo di persone più o meno presente, quello è statoil momento di guardarsi in faccia e capire un po’ se si voleva far sul serio o no. Qualcuno si è tirato indietro, ahimè, ma il gruppo in realtà si è consolidato, decidendo anche in alcuni casi di lasciare la propria occupazione principale per dedicarsi interamente a far crescere Collaboriamo. 

Oggi siamo qui. 

Il nostro obiettivo è far diventare Collaboriamo una società che promuova la sharing economy erogando da un lato contenuti ed eventi, dall’altro formazione e consulenza. Le persone che compongono il team, infatti, ritengono di avere le competenze e le conoscenze per riuscire ad aiutare start up, aziende e amministrazioni che vogliono aprire/sostenere l’economia collaborativa.

Così stiamo lavorando per:

  • diffondere la cultura della sharing economy partecipando e organizzando eventi ( i prossimi sono a: Bologna il 26 febbraio, a Pisa il 7 marzo, a Milano il 19 marzo, sempre a Milano il 28, 29, 30 marzo parteciperemo a Fa’ la cosa giusta con un convegno e uno stand e altri appuntamenti ancora in via di definizione); 
  • proporre a Expo un piano di adozione della sharing economy durante l’evento; 
  • capire come le imprese sociali possono adottare un modello collaborativo
  • comprendere come le grandi aziende possono abbracciare il modello collaborativo 

Insomma stiamo lavorando tanto. Ci stiamo anche divertendo tanto. Insieme a me ci sono Lorenzo Brambille, Angela Gamerro e Cristina Rizzi a cui va il mio più sentito ringraziamento per credere in questo progetto. Questo buon compleanno è per loro e per noi tutti.

Consigli di lettura per conoscere la sharing economy- 1
Economia del dono tutti i giorni, non solo a San Valentino