A Reggio Emilia con #CollaboratorioRe sta per nascere la prima “incubatrice” di economia collaborativa

A Reggio Emilia con #CollaboratorioRe sta per nascere la prima “incubatrice” di economia collaborativa

di Francesca Spigarolo

Si conclude la prima fase di #CollaboratorioRe, il percorso costituente del Laboratorio aperto di Reggio Emilia, promosso dal Comune di Reggio Emilia, con la direzione scientifico-strategica di LabGov – LABoratorio per la GOVernance dei beni comuni, il supporto tecnico-organizzativo di Kilowatt, in collaborazione con l’Università di Modena e Reggio Emilia. Martedì 8 e mercoledì 9 novembre, a partire dalle 17:30, presso il Centro Internazionale Loris Malaguzzi di Reggio Emilia, sono in programma due giornate di co-progettazione,

Questo percorso è stato fortemente voluto da Valeria Montanari (Assessore all’innovazione, semplificazione amministrativa, partecipazione e cura dei quartieri), che sarà ospite a Sharitaly nel panel dedicato a “Sharing e Politiche”. Per Valeria, che è un’amministratrice locale energica e lungimirante, il Laboratorio aperto è “un’incubatrice”, che dovrà servire soprattutto a generare un approccio diverso nel pensare e vivere la città. La città del futuro sarà una “piattaforma educante”, dice, serve quindi un luogo dove le persone potranno conoscere e conoscersi, imparare e costruire progetti imprenditoriali o sociali, coltivare passioni e talenti e praticare cittadinanza. Il #CollaboratorioRe va esattamente in questa direzione: e` una chiamata alla co-creazione della missione e delle attivita` del Laboratorio Aperto. Si tratta di un percorso che mira a trarre spunti per tracciare i lineamenti del soggetto che dovrà gestire un luogo fisico concreto (i Chiostri di San Pietro, totalmente rigenerati grazie all’investimento del Comune) e nel contempo un’istituzione economica di nuova generazione.

Chi vivrà e animerà il luogo sarà al tempo stesso un fruitore e un gestore, soggetto di diritti e titolare di responsabilità. Un approccio che Reggio Emilia applica al sistema educativo dell’infanzia già da molti anni. Si chiama Reggio Approach, è stato ideato da Loris Malaguzzi, un esempio del genio reggiano, ed è forse più famoso all’estero che in Italia. Obiettivo del #CollaboratorioRe è generare uno scambio di idee nella comunità che dovrà vivere e animare i Chiostri al fine di progettare insieme gli ambiti e le attività del futuro Laboratorio Aperto. Il Laboratorio Aperto sarà un luogo di ibridazione e di sperimentazione, un luogo in cui si praticheranno nuove forme di democrazia e di economia, un luogo in cui si genererà impresa e lavoro fornendo soluzioni innovative, anche con l’uso di tecnologie digitali, ai bisogni delle persone e della comunità. Per far sì che esso prenda forma è stato immaginato un cammino di progettazione collaborativa, suddiviso in tre fasi.

Il primo passo è stato il lancio di una chiamata pubblica volta a raccogliere manifestazioni di interesse da parte dei vari attori urbani, per partecipare alla co-progettazione del Laboratorio. Nello stesso periodo di apertura della call, mentre era possibile aderire online, si sono tenuti una serie di workshop tematici di presentazione e preparazione, a cui hanno preso parte centinaia di cittadini (maggiori info sul percorso qui: http://www.co-reggioemilia.it/come/). Da questi incontri sono emersi i temi, i valori, le indicazioni, l’approccio attorno ai quali i lavori di progettazione e sperimentazione di servizi potranno essere organizzati. Inoltre, questa prima fase ha permesso di far emergere gli assi sui quali la comunità del Laboratorio Aperto preferirebbe concentrarsi e comincerà a cimentarsi già dalle fasi successive del percorso: la creazione di un’impresa culturale e creativa, la costruzione di una cooperativa di comunità per nuove forme di welfare generativo, l’ideazione di programmi per diffondere una “pedagogia urbana” partendo dal Reggio Approach e l’infrastrutturazione di un osservatorio di comunità per la misurazione degli impatti e il monitoraggio dell’integrazione dei servizi alla persona.

Alla due giorni di co-progettazione potranno partecipare tutti i soggetti regolarmente iscrittisi nelle scorse settimane. In questa due giorni le centinaia di persone che si sono iscritte analizzeranno le oltre sessanta progettualità emerse con la chiamata e definiranno insieme come far convergere la propria energia collaborativa verso azioni condivise o pratiche collaborative dirette ad anticipare gli effetti dei quattro assi individuati. Nella fase successiva tra novembre e dicembre, quella di pratica e sperimentazione appunto, i partecipanti lavoreranno assieme per creare alcuni prototipi. La fase che si apre al termine della co-progettazione trasformerà Reggio Emilia in un campo di sperimentazione della collaborazione in cui le circa 70 realtà, soggetti e persone che hanno presentato progettualità lavoreranno assieme per testare soluzioni ai bisogni e alle idee emersi nella fase di co-progettazione. Prenderanno così vita azioni sperimentali che offriranno soluzioni immediate (magari anche di dimensioni limitate) ai problemi reali cui i quattro possibili assi individuati intendono dare risposta.

Dalle pratiche emergerà il senso e la vocazione del Laboratorio Aperto. Queste azioni o pratiche genereranno, infatti, spunti utili per ragionare su diversi aspetti del futuro Laboratorio Aperto. Saranno innanzitutto fonte di ispirazione per capire come organizzare e coltivare le collaborazioni tra gli innovatori che animeranno il Laboratorio e come facilitare le connessioni tra questi e le realta` gia` esistenti e consolidate, come mettere a sistema bisogni e desideri di tutti gli attori coinvolti e favorire l’aggregazione di competenze. Inoltre, serviranno a definire l’identità del Laboratorio e a ragionare su quanto è necessario per trasformarlo in un luogo che rappresenti un bacino di ricerca, sviluppo e sperimentazione per servizi alla persona e progetti collaborativi per la citta` e i soggetti coinvolti. Sarà anche un modo per definire un modello di governance, indispensabile per garantire uno schema organizzativo e di funzionamento efficace.

Sulla base di quanto emerso e appreso nel corso dell’intero processo, nella terza fase verranno delineate le Linee guida per il Laboratorio, procedendo a disegnare l’identità, il metodo e la governance del futuro gestore dello spazio. Le linee guida costituiranno la base di partenza per la procedura di evidenza pubblica diretta all’individuazione del gestore dei Chiostri di San Pietro.

Maggiori informazioni sul percorso del #CollaboratorioRe sono disponibili sul sito ufficiale: http://www.co-reggioemilia.it/

Per conoscere il calendario degli incontri: http://www.co-reggioemilia.it/calendario

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